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lunedì 12 maggio 2014

Tutta la verità su Giulio Cesare Vanini

Lunedì ventotto aprile, abbiamo incontrato il Professore Franco De Paola, un instancabile studioso di documenti e materiali d'archivio, il quale ci ha fatto conoscere un Vanini diverso da quello che la tradizione ci ha presentato.

"È improbabile - dice De Paola - che il Filosofo sia nato e vissuto a Taurisano poiché il suo nome non risulta mai nei censimenti dell'epoca. Anche quella che è ritenuta la casa del Vanini a Taurisano sembra non sia appartenuta a lui. Infatti Giulio Cesare ha posseduto sicuramente un'abitazione a Ugento, come provato da un atto di vendita conservato dalla famiglia Colosso, ma non risulta nessuna proprietà a Taurisano". Inoltre il Professore De Paola ha smentito lo stesso Vanini che in una sua opera definisce Taurisano patria mea in quanto in il termine "patria", in quell'epoca, non era un sostantivo ma un aggettivo derivante da pater.

Ma ancora più sorprendente è stato per noi apprendere che il Vanini non è stato condannato per eresia né per il contenuto delle sue opere. Infatti fu condannato sotto un altro nome, Pomponio Ucilio, solo perché si 
era dichiarato ateo e aveva bestemmiato la Vergine Maria. E solo dopo la sua morte, trascorsi alcuni anni, si seppe la vera identità dell'uomo condannato a morte. Nessuna relazione, quindi, con il tribunale dell'Inquisizione né con la sua filosofia.


(Giulia Manco II B e Giulietta Rosafio II B)

martedì 8 aprile 2014

Una giornata "particolare" alla BibliotecaCcomunale di Taurisano

Particolare del quotidiano "La Provincia di Bolzano"
Giovedì sei marzo, noi ragazzi del pon d'italiano della Scuola Secondaria di primo grado Polo 2 - Taurisano, abbiamo visitato insieme alla nostra tutor, la Professoressa Loredana Santoro, e la nostra esperta in giornalismo, la Dottoressa Laura Longo, la Biblioteca Comunale "Antonio Corsano" di Taurisano.
Arrivati sul posto, la tutor ci ha presentati alla bibliotecaria, la Signora Maria Domenica, che ha fatto da guida al gruppo.

Abbiamo potuto osservare le copie di antichi giornali come "La Voce del Salento", "La Provincia di Bolzano" e il giornale del Sudtirolo "Alpenzeitung", che risalgono ai primi anni del Novecento. La bibliotecaria ha mostrato le caratteristiche dei giornali degli anni Trenta: la disposizione grafica, l'uso del bianco e nero, l'impaginazione fitta su sei colonne. Inoltre abbiamo constatato che la maggior parte dei giornali optava per il formato “lenzuolo” e i caratteri delle parole molto piccoli. Rispetto agli attuali giornali, le immagini e le foto erano quasi del tutto assenti. Presenti, invece, alcune illustrazioni pubblicitarie.
La bibliotecaria ci ha spiegato che il quotidiano, in passato, veniva letto solo da persone molto istruite o intellettuali. E a quei tempi, si potevano contare sulle dita di una mano.

La Signora Maria Domenica ha inoltre presentato alla redazione il fondo dedicato alla vita e alle opere di Giulio Cesare Vanini, frutto di donazioni volontarie. Successivamente ci siamo divertiti a ricercare nell'archivio della Biblioteca l’uscita giornaliera corrispondente alle nostre rispettive date di nascita per vedere cosa accadeva mentre venivamo al mondo.

(Matteo Ciurlia II B e Francesco Manco II B)